Gennaio avrà anche il calendario dalla sua parte, ma per moltissime aziende il vero inizio dell'anno è settembre.

Le vacanze finiscono, le persone tornano operative, ripartono gli appuntamenti, ricominciano le riunioni e improvvisamente riappaiono tutti quei progetti che erano stati accompagnati dalla frase più utilizzata prima dell'estate:

"Ne riparliamo a settembre."

Bene.

Settembre è arrivato.

E forse, prima di ricominciare esattamente da dove avevamo lasciato, sarebbe utile fermarsi un momento e farsi una domanda:

la tua azienda deve semplicemente ripartire oppure deve iniziare a fare qualcosa di diverso?

Perché ricominciare a fare le stesse cose nello stesso modo difficilmente produrrà risultati differenti.

 

Settembre è il momento dei buoni propositi aziendali

A gennaio facciamo liste.

Palestra.

Dieta.

Nuovi obiettivi.

Poi arriva settembre e succede praticamente la stessa cosa, ma nel mondo del lavoro.

Si torna dalle vacanze con idee, progetti e intenzioni:

  • dobbiamo rifare il sito;
  • dobbiamo iniziare a lavorare seriamente sui social;
  • dobbiamo fare pubblicità;
  • dobbiamo sistemare Google;
  • dobbiamo aggiornare le fotografie;
  • dobbiamo finalmente occuparci della SEO;
  • dobbiamo comunicare meglio ciò che facciamo.

Quel "dobbiamo" è importante.

Perché spesso significa che abbiamo già identificato un problema.

Il rischio è trasformarlo nuovamente in un "lo faremo".

 

Il problema non è ripartire. È ripartire esattamente come prima

La pausa estiva può avere un vantaggio che sottovalutiamo: crea distanza.

Quando siamo immersi quotidianamente nel lavoro diventa difficile osservare la nostra azienda dall'esterno.

Dopo qualche giorno o settimana di pausa, invece, possiamo guardarla con occhi leggermente diversi.

Ed è il momento perfetto per domandarci:

se oggi fossi un potenziale cliente della mia stessa azienda, sceglierei me?

Prova davvero a farlo.

Cerca la tua attività su Google.

Apri il tuo sito da smartphone.

Guarda le fotografie.

Leggi i testi.

Controlla quando hai pubblicato l'ultimo aggiornamento.

Guarda le recensioni.

Confronta tutto con i tuoi principali concorrenti.

Quello che trovi ti rappresenta ancora?

Se la risposta è no, settembre potrebbe essere il momento giusto per intervenire.

 

Il tuo sito web è ancora quello dell'azienda di oggi?

Questo è uno dei problemi che incontro più frequentemente.

Le aziende cambiano.

Crescono.

Aggiungono servizi.

Cambiano clienti.

Inseriscono nuove persone.

Maturano nuove competenze.

Il sito, invece, rimane fermo.

Magari è stato realizzato cinque o sei anni fa e continua a raccontare un'azienda che nel frattempo non esiste più.

Non significa necessariamente che sia tecnicamente inutilizzabile.

Il problema è un altro.

Non rappresenta più il valore reale dell'attività.

E questo è particolarmente grave perché spesso il sito rappresenta il primo vero contatto tra azienda e potenziale cliente.

 

"Il sito funziona ancora" non è un parametro sufficiente

Una macchina del 1998 può ancora accendersi.

Questo non significa necessariamente che sia la scelta migliore per affrontare un viaggio di mille chilometri.

Per un sito vale più o meno lo stesso principio.

La domanda non dovrebbe essere:

"Funziona ancora?"

Dovrebbe essere:

"Sta facendo bene il lavoro per cui dovrebbe esistere?"

Un sito aziendale dovrebbe aiutarti a:

  • essere trovato;
  • spiegare immediatamente cosa fai;
  • trasmettere fiducia;
  • differenziarti;
  • mostrare competenza;
  • ottenere richieste di contatto.

Se non fa nessuna di queste cose, il fatto che tecnicamente sia ancora online diventa abbastanza irrilevante.

 

Settembre è anche il momento di guardare i numeri

C'è poi una cosa che molte aziende fanno troppo poco.

Misurare.

Quante persone hanno visitato il sito negli ultimi mesi?

Da dove sono arrivate?

Quali pagine hanno visitato?

Quante hanno richiesto informazioni?

Quali campagne hanno prodotto risultati?

Quali invece hanno soltanto consumato budget?

Il marketing digitale ha un vantaggio enorme rispetto a moltissime forme di comunicazione tradizionale:

può essere misurato.

Eppure molte aziende continuano a prendere decisioni basandosi sulle sensazioni.

"Secondo me Facebook non funziona."

"Secondo me Google Ads costa troppo."

"Secondo me il sito lo guardano in pochi."

Prima del "secondo me" dovrebbero esserci i dati.

 

Il famoso progetto rimandato a settembre

Poi ci sono loro.

I progetti eternamente rimandati.

Il nuovo sito.

La campagna Google Ads.

Le fotografie professionali.

I nuovi testi.

La strategia SEO.

Il blog aziendale.

La newsletter.

Per mesi vengono spostati avanti nel calendario.

Prima perché c'è troppo lavoro.

Poi perché arriva l'estate.

Poi perché ad agosto sono tutti in ferie.

E quindi:

"Partiamo a settembre."

Il problema è che settembre dura trenta giorni.

E passa molto velocemente.

 

Non devi fare tutto. Devi capire cosa serve davvero

Attenzione però a un altro errore.

Ripartire non significa necessariamente iniziare contemporaneamente dieci attività di marketing.

Anzi.

Spesso significa fare esattamente il contrario.

Capire quali sono le priorità.

Un'azienda potrebbe aver bisogno prima di tutto di un nuovo sito.

Un'altra di lavorare sul posizionamento Google.

Un'altra ancora potrebbe avere già un'ottima presenza digitale ma non utilizzare campagne pubblicitarie.

Un'altra potrebbe ricevere molto traffico ma convertire pochissimo.

Non esiste una strategia digitale identica per tutti.

Ed è proprio per questo che prima degli strumenti dovrebbe esserci sempre una strategia.

 

Prima il problema, poi lo strumento

Questo è un concetto al quale tengo particolarmente.

Non si dovrebbe partire dicendo:

"Voglio fare Instagram."

Oppure:

"Voglio Google Ads."

Oppure:

"Voglio rifare il sito."

La domanda iniziale dovrebbe essere:

"Qual è il problema che voglio risolvere?"

Voglio ottenere più richieste?

Voglio aumentare la notorietà?

Voglio vendere un nuovo servizio?

Voglio raggiungere un nuovo mercato?

Voglio migliorare la percezione dell'azienda?

Soltanto dopo aver individuato l'obiettivo ha senso scegliere gli strumenti.

Altrimenti rischiamo di fare marketing semplicemente perché "bisogna farlo".

 

Il web non deve essere un insieme di pezzi scollegati

Sito.

SEO.

Google Ads.

Social.

Newsletter.

Google Business Profile.

Sono strumenti differenti, ma dovrebbero lavorare nella stessa direzione.

Uno degli errori che vedo spesso è invece una presenza digitale completamente frammentata.

Il sito dice una cosa.

Instagram ne racconta un'altra.

La scheda Google è abbandonata.

Le campagne portano a pagine non ottimizzate.

La comunicazione visiva cambia continuamente.

Il risultato è confusione.

Una buona strategia digitale dovrebbe invece creare coerenza.

Perché la persona che ti trova su Google, visita il tuo sito e successivamente guarda i tuoi social dovrebbe percepire sempre la stessa azienda.

 

Settembre può essere il momento giusto per chiedere aiuto

C'è anche un altro aspetto.

Un imprenditore non deve necessariamente sapere come funziona tutto.

Non deve diventare esperto di SEO.

Non deve imparare Google Ads.

Non deve progettare siti web.

Non deve diventare social media manager.

Deve conoscere il proprio business.

Per tutto il resto esistono professionisti e consulenti.

Il valore di una consulenza, almeno per come la intendo io, non dovrebbe essere venderti il maggior numero possibile di servizi.

Dovrebbe essere capire insieme quali ti servono davvero.

A volte significa rifare tutto.

Altre volte significa sistemare poche cose fatte male.

 

La ripartenza migliore è quella che ha una direzione

Settembre porta naturalmente energia.

Si torna.

Si riparte.

Si fanno programmi.

Ma l'entusiasmo senza una direzione dura poco.

Per questo la vera opportunità di settembre non è semplicemente quella di tornare al lavoro.

È quella di osservare il proprio business e decidere consapevolmente dove vogliamo portarlo nei prossimi mesi.

Prima di ripartire, fatti queste domande

Il mio sito rappresenta ancora la mia azienda?

Quando qualcuno cerca i miei servizi su Google riesce a trovarmi?

La mia comunicazione trasmette professionalità?

Sto utilizzando correttamente il budget pubblicitario?

Sto misurando ciò che faccio?

Il mio marketing ha una strategia oppure sto semplicemente pubblicando contenuti?

E soprattutto:

sto continuando a rimandare qualcosa che so già essere necessario?

 

Quindi: quel "ne riparliamo a settembre" è arrivato!

Settembre non ha bisogno di diventare il mese delle rivoluzioni.

Può però diventare quello delle decisioni.

Quelle che abbiamo rimandato.

Quelle che sappiamo essere necessarie.

Quelle che possono realmente migliorare il nostro business.

Se prima dell'estate avevi detto:

"Ne riparliamo a settembre"

ho una brutta notizia.

Settembre è arrivato.

E forse questa volta vale davvero la pena iniziare.