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Essere creativi” non è da tutti.
È molto più complesso di quanto si possa pensare.
 
Essere “delle copie” è molto più semplice.
Basta fare tutto quello che fanno gli altri e seguire la scia, nella speranza che quella creatività posso in qualche modo funzionare anche per noi e per la nostra attività.
 
Ma è come giocare un terno al lotto.
E la fortuna, a mio avviso, non esiste.
Tutta questione di probabilità matematiche.
Un giorno tocca a uno, il giorno dopo tocca all’altro.
Stop.
 
Le logiche della creatività sono complesse, sono mutevoli, sono per certi versi innate.
Una persona è o non è creativa.
 
Tali logiche vanno nutrite, con la conoscenza, con l’esperienza, con la maturità professionale.
 
La creatività è una scintilla che si accende al mattino, quando ti svegli e ti guardi allo specchio.
E’ un istante in cui vedi una cosa e la associ ad un’altra.
E’ un secondo nel quale pensi ad una via di uscita e ti rendi conto che in realtà hai trovato l’intera soluzione.
 
Le logiche della creatività a volte prevedono che non la si rincorra a tutti i costi.
Spesso ciò che è ostentato, forzato, inseguito, offre solo vie senza uscita.
 
Sono tutte dinamiche che applicate al marketing e alla comunicazione possono diventare assolutamente dirompenti, se incanalate nella direzione ottimale.
 
Online e offline vedo spesso esempi di “mezza creatività”.
Aziende e professionisti che si accontentano di seguire il flusso e si accontentano di divenire semplici copia/incolla.
Spegnendosi poi inevitabilmente in un nulla di fatto annunciato.
 
Negli anni ho imparato che se non hai l’idea giusta, originale, davvero diversa da tutto ciò che hai attorno, è meglio evitare di copiare in modo triste e scontato.
Molto meglio “prendere spunto”, che ritengo sia molto diverso come concetto.
Copiare e prendere spunto sono l’opposto.
 
Si può così copiare passo dopo passo la strategia di un competitor, nel funnel, nei testi, nel modo di presentare il proprio servizio/prodotto, nelle immagini….. e uccidere la creatività, oltre che la propria dignità.
 
Si può invece prendere spunto dai più bravi, da coloro che hanno storie di successo, da coloro che raggiungono risultati molto alti e cercare in qualche modo di prendere “ispirazione” dalle tecniche usate, dalle decisioni intraprese, dai risultati analizzabili.
 
Vedo professionisti fatti con lo stampino.
Gente che esce da un corso e irrimediabilmente compie le stesse azioni, tutti le stesse direzioni, come automi di un triste futuro.
 
Apprezzo molto di più che rischia, chi ci prova a fare qualcosa di diverso, anche se magari non ci riesce, anche se magari non ottiene risultati.
Ma volete mettere il senso di appagamento personale se poi finalmente ci si riesce a raggiungere la vetta?
 
Creatività ricercata, desiderata, perduta o ritrovata, originale o tradizionale, veloce o lenta, gridata o in sottofondo, per tutti o solo per pochi.
 
La cosa certa è che non è semplice costruire un brand, dargli un’anima e farlo amare dalla gente.
 
Se proprio non l’avete ancora trovata la creatività che cercate da anni, per lo meno cercate di mantenere un’identità, la stessa che poi la gente imparerà ad apprezzare perchè “vostra” e di nessun altro.
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