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Quasi tutte le mattine, mentre vado in ufficio, ascolto la radio.
Non ho una preferenza fissa, faccio zapping da una frequenza all’altra finchè trovo quello che più mi piace, a seconda dell’umore e della giornata.

Stamattina ad esempio mi sono imbattuto in un’opinionista, non ricordo di quale radio fosse, che parlava del nuovo docu-film di Chiara Ferragni dal titolo “Unposted”.
Il documentario mostra l’ascesa della Ferragni, cresciuta con naturalezza a favore di telecamera grazie alla passione della madre per i filmini amatoriali con cui documentava vacanze familiari.
Un riassunto autocelebrativo di vita reale, post, video… il tutto sempre e costantemente davanti ad un pubblico. Una sorta di Truman Show della moda.

Chiara Ferragni è decisamente un personaggio pubblico molto controverso. Online si sprecano ogni giorno opinioni contrastanti a sua favore e contro.

C’è chi sostiene che sia un modo di fare imprenditoria assolutamente geniale, moderno, una ragazza giovane che dal nulla è riuscita a cavalcare l’onda dei social network sino a creare un vero e proprio personal brand, un impero che difficilmente potrà crollare nel breve periodo a meno che la stessa Ferragni non faccia harakiri da sola, ma dato il suo personaggio e lo staff marketing che ha al suo fianco sarà molto ma molto improbabile. Ovviamente le favole non durano per sempre, ma qui più che di una favola parliamo di un’imprenditrice che sa quello che vuole, sa come ottenerlo e sa dove vuole arrivare. Quindi a mio avviso per nulla una sprovveduta, anzi.

C’è invece chi sostiene che sia un modo di fare imprenditoria discutibile, poco consono, poco sano dal punto di vista morale e dei valori. Una ragazza che è arrivata dal nulla, alla quale è andata sostanzialmente di fortuna e che ora come ora raccoglie i frutti di un personaggio creato solo per apparenza, ostentazione, illusione. Per molti un cattivo esempio per le nuove generazioni che pensano che sia sufficiente stare davanti ad una telecamera o farsi qualche selfie figo per mettersi in mostra ed ottenere successo. Tanti sono dell’idea che il suo sia un mondo basato sui “like“, dove non è importante l’essere ma il sembrare, dove i rapporti umani decadono in favore del consumismo dilagante e triste.

Tante sono le opinioni che ho letto nel tempo su di lei, che ho ascoltato alla radio, come quelle di oggi che esponevano il personaggio e il suo mondo.

Io personalmente credo che in certi casi, non ci sia una giusta classificazione di un ruolo imprenditoriale come il suo, perchè di ruolo imprenditoriale bisogna parlare, anche perchè una come la Ferragni non fa altro che vendere se stessa per vendere tutto il resto che le passa tra le mani, tramutando in oro tutto ciò che tocca oramai.

Penso che sullo stile di vita della Ferragni si possano dire molte cose. In parecchi a mio avviso sbagliano nel giudicare un modo di vivere e di essere che non gli appartiene, solo perchè non lo vivono quotidianamente. Credo sia più corretto affermare che ognuno ha il suo mondo, che appartiene per natura al suo universo, e che la vita di ogni individuo gira attorno a mondi e ad universi differenti, che spesso si incontrano e ancora più spesso non si incontreranno mai.

Non ha senso affermare che chi ha ottenuto fama e successo in modo differente rispetto a quelli che sono i canoni tradizionali allora non se lo merita oppure sia giusto pensare che quel percorso “professionale” sia malato o non meritevole di gloria.
Dovremmo iniziare a riuscire a dissociarci dall’IO smisurato che abbiamo e provare a comprendere anche gli altri universi che ci circondano, anche quelli che non riusciamo proprio a digerire. Perchè nella maggior parte dei casi, se qualcosa ci provoca fastidio o repulsione, può anche essere che il problema sia nostro anzichè di ciò che c’è la fuori.

Chiara Ferragni è stata molto intuitiva, molto furba, molto intraprendente. Ha cavalcato un periodo storico in cui i social stavano per esplodere e diffondersi ovunque. E’ diventata una fashion blogger, come si dice in gergo, una influencer affermata e richiesta ovunque. Percui, al di la di mille opinioni più o meno favorevoli, ciò che va analizzato dal punto di vista reale è che è diventata un personaggio e un’icona del suo settore. Quindi che dire, tanto di cappello!

L’imprenditoria a mio avviso ha differenti sfaccettature, non ha un solo volto e non ha una singola metodologia per esprimersi.
Esistono varie tecniche e migliaia di canali online e offline. Vendere è anche esporsi, se si è in grado di farlo, altrimenti vendere è anche restare nelle retrovie e far esporre altri, il proprio prodotto o il proprio servizio. Dipende dall’indole, dal modo di essere e di vedere e concepire il proprio settore di competenza.
Lei vende a suo modo. Lei è un’imprenditrice ed è un dato di fatto, dati alla mano e risultati evidenti, punto.

Ciò che al limite potrebbe far storcere il naso è la dilagante mancanza di creatività e di ricerca da parte delle nuove generazioni che preferiscono emulare, imitare, inseguire persone come la Ferragni, piuttosto che discostarsi dalla sua figura, prendendone eventualmente solo spunto dal punto di vista degli stimoli, del coraggio, della perseveranza.
I più preferiscono seguire il branco, la massa, finendo inevitabilmente nel dimenticatoio, fallendo inesorabilmente, rischiando di diventare semplicemente parte di un flusso che non ha nulla di nuovo da raccontare, perchè sono già i precursori che l’hanno e lo stanno facendo a modo loro. Tutti quelli che vengono dopo, stile pecoroni, sono sottofondo.

Il vero rischio, la vera scommessa imprenditoriale, sarebbe cercare di differenziarsi e di inventarsi un ruolo nuovo, un personal brand unico, messo in luce e in evidenza con tecniche rivoluzionarie, che qualcuno magari non ha mai attuato.
So che non è semplice. Io stesso la notte non ci dormo per questo motivo… ma la fuori qualcosa di diverso, di innovativo, di memorabile ci dovrà pur essere.

Tutto sta nel crederci sempre. Nel fare anzichè provare. Nel non mollare. Nel rischiare per diventare e creare.

Detto questo, se avete opinioni in merito, scrivetele pure qui sotto. Sono curioso di sapere i vostri punti di vista.

A domani cari imprenditori!

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