pixel

Io sono un giovane hashtag pubblicato sul web,
che cresce, diventa grande e viene letto dal mondo.
È nella comunicazione l’origine e l’evoluzione di tutto
“.

Questa è la mia mission. Personale o lavorativa che sia, ho compreso ieri sera che lo è.
Durante un corso del coach Stefano Selvini ( 4C Academy ) sono stato guidato alla stesura di ciò che mi riguarda più da vicino e che mi completa in qualche modo.

Molti di voi si chiederanno spesso cosa sia realmente la Mission aziendale.
In termini tecnici la definizione precisa è la seguente: “La dichiarazione d’intenti di un’organizzazione o un’impresa, ovvero il suo fine ultimo, ciò che la distingue dai competitor e le consente di raggiungere i risultati prestabiliti.”

Una volta compreso questo concetto sarà più semplice poi comprendere realmente di cosa stiamo parlando e soprattutto dove vogliamo arrivare, per noi stessi o per la nostra attività imprenditoriale che vogliamo intraprendere.

La mission non è altro che lo “scopo”, la “spiritualità”. Per chi? Per che cosa? Chi vogliamo essere?
E’ il livello più alto di un sistema piramidale dedicato al cambiamento.
Quel cambiamento indispensabile che poi ci porta alla realizzazione personale, all’appagamento lavorativo, alla soddisfazione assoluta.

Lo stesso Robert Dilts, padre della PNL sistematica, sostiene che esistono dei veri e propri livelli di cambiamento che ci portano, se seguiti e allineati in modo corretto, al raggiungimento di uno scopo finale. Tali livelli sono (partendo dalla base sino al punto più alto):

1) Ambiente (dove/quando?). L’ambiente è il primo livello neurologico. Rappresenta non solo lo spazio ma anche il tempo in cui ci troviamo. Chiediti quale ambiente faciliterebbe meglio la tua crescita e se l’ambiente in cui sei è quello che vuoi realmente.

2) Comportamenti (cosa fare per? come faccio per?).  L’attenzione si sposta più verso di te, e meno verso il contesto che ti circonda. Esistono comportamenti corretti e altri sbagliati, quindi il segreto è perseverare. Ovviamente con lungimiranza e criterio.

3) Capacità (come?). Ognuno di noi ha delle capacità ben precise. Sta a noi comprendere quali sono e capire se sono sufficienti o meno per raggiungere un determinato risultato. Confrontarsi è la soluzione migliore, imparare cose nuove, aggiornarsi costantemente. Segnati questo mantra: “Se vuoi ottenere ciò che non hai mai ottenuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto!”

4) Convinzioni (perchè lo faccio?). Dobbiamo capire perché facciamo determinate scelte e abbattere quelle convinzioni che ci bloccano e ci rallentano inesorabilmente. Solo così potremmo proseguire nel nostro cammino più leggeri e migliori di prima. Dobbiamo comprendere perché compiamo certi percorsi e dopo averlo capito possiamo rialzare la testa e proseguire.

5) Valori (cosa mi guida? cos’è importante?). I valori sono colonne sulle quali basiamo tutta la nostra esistenza. Ed è proprio quando siamo soddisfatti della nostra vita che allora vanno analizzati a fondo e in qualche caso cambiati. Comprendere che i nostri valori non sono vere e proprie colonne fisiche, ci permette poi di renderli mutevoli a seconda del nostro cambiamento necessario. I valori sono aimè convinzioni potentissime e riuscire a discostarsi da tali convinzioni a volte rende la vita migliore. Pensate a chi è convinto che i soldi non facciano la felicità e che siano qualcosa di brutto e sporco, ebbene costui non comprenderà mai che la verità è un’altra ed è quella che in fin dei conti i soldi ci rendono più liberi.

6) Identità (chi sono?). I nostri valori dipendono dalla nostra identità, che è uno dei livelli più alti della piramide. Chi siamo realmente? Chi vorremmo essere nel presente? Una volta che capiamo qual’è la nostra reale identità, che si basa su valori “guida” molto solidi, riusciamo ad arrivare più pronti all’ultimo livello della piramide del cambiamento.

7) Scopo / Spiritualità ( per chi? per che cosa? chi voglio essere?). Il livello più alto in assoluto del cambiamento di una persona. Il fine ultimo della nostra esistenza. Lo stesso Robert Dilts notò che tutte le persone, anche senza dirselo, anche senza accorgersene a livello conscio, operano secondo uno scopo che reputano “spirituale”.
La domanda che più ti può far raggiungere questo livello è capire “per chi lo fai” e “per cosa lo fai”. Lo scopo di qualcuno potrebbe essere quello di aiutare i più deboli, quello di qualcun’altro diventare ricco,… sono tanti, infiniti, differenti. L’importante è comprenderlo e farlo proprio al 100%. Senza dubbi e incertezze.

Una volta individuati tutti questi livelli, una volta comprese tutte queste domande e ottenute le risposte necessarie, potrete stilare quella che è la vostra Mission.

Non è assolutamente un procedimento semplice. Io per esempio l’ho dovuta ottenere attraverso anni di esperienza e anche grazie ad una procedura guidata che non avevo mai intrapreso e che grazie al corso 4C Academy ho messo in atto perfettamente.

Bisogna dare un valore ai propri stati di vita, comprendere il proprio ambiente, perfezionare i propri comportamenti e le proprie capacità, abbattere le proprie convinzioni negative e rafforzare quelle positive, per poi raggiungere un identità netta che ci guida allo scopo finale.

Se anche voi volete comprendere la vostra mission, cercare di stilarne una che vi rappresenti, io sono qui anche per questo, perché fa parte delle mie competenze e delle mie skills.
Eventualmente ci può essere anche la partecipazione diretta di un coach valido come Stefano Selvini che all’occorrenza potrebbe, attraverso un coaching privato, illuminarvi da molti punti di vista così come ha fatto con me durante il mio percorso professionale e di vita.

A presto cari imprenditori!
… e buona Mission!

 

 

Condividi la news