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Fidarsi di un professionista non è semplice. La fiducia non è una cosa che ci si guadagna facilmente, lo so.
Ma fidarsi in certi casi è l’unica cosa sensata da fare se si vuole ottenere un risultato.

Ovviamente è da ingenui fidarsi del primo che capita, del “fuffarolo” di turno, e ce ne sono tantissimi aimè in giro. Ma è da saggi cercare di trovare la soluzione migliore e il professionista migliore, magari anche grazie al proprio intuito, ai dati alla mano che lo stesso professionista è in grado di fornirci in segno di “prova tangibile” del suo modo di lavorare.

La fiducia professionale è indispensabile affinché si possano gettare le basi solide per una collaborazione continuativa. Ognuno di noi, al di fuori del proprio settore ha la necessità di potersi fidare di qualcuno che lo guidi nelle attività parallele alla sua.
Se devo ristrutturare casa e riorganizzare gli spazi sarà buona cosa e giusta affidarmi ad un architetto che vive ogni giorno determinate problematiche e che quindi sarà in grado, molto meglio di noi, di vedere problemi e risposte in maniera veloce e intelligente. Certo non potremmo essere noi al posto suo a dare delle indicazioni. Sarà lui a dirci come muoverci e come agire e noi dovremmo essere abbastanza smart da capire che è il caso di farsi guidare.

Fidarsi di un professionista non vuol dire abbandonarsi ciecamente alle sue indicazioni, non significa che se lui ci dice di buttarci nel burrone noi lo facciamo. Significa semplicemente saper ascoltare, eventualmente interagire e dare le proprie opinioni e poi arrivare ad una conclusione che sarà dettata dall’80% dalle sue idee e dal suo sistema collaudato e dal 20% dal nostro punto di vista. Un mix perfetto tra colui che dobbiamo seguire per arrivare alla meta e noi stessi che possiamo in qualche modo, in maniera ragionata e il meno invasiva possibile, dare il nostro apporto positivo.

Ieri un cliente mi voleva imporre indicazioni su come sviluppare il suo logo aziendale. Si avete capito bene. Lui diceva a me come dovevo fare graficamente il logo.
Perfetto esempio di mancanza di fiducia. Perfetto esempio di supponenza imprenditoriale che è utile solamente a creare problemi e pessimi risultati.
In certe situazioni, che ci tengo a portare come esempi diretti perchè esprimono al meglio la casistica, l’importante è saper “mediare in maniera equilibrata” e far capire al cliente che si deve fidare di noi e della nostra professionalità. E’ necessario far capire al cliente che ognuno di noi ha delle conoscenze rapportate in maniera diretta al suo settore e che quindi l’occhio e la mente di chi analizza ad esempio un logo dal punto di vista grafico e comunicativo (cioé io) è differente rispetto all’occhio e alla mente di chi ad esempio vende un determinato prodotto ma non ne comprende gli aspetti correlati e atti alla sua diffusione e promozione a livello di immagine, di messaggio, di gusto, ecc.
Raggiunto tale equilibrio, instaurata tale comunicazione, spesso si raggiunge un punto di intesa. Io stesso ieri ho raggiunto il punto d’intesa voluto. Ho convinto il mio cliente che le sue indicazioni non erano corrette e l’ho portato nella direzione che volevo. Con molta fatica, ma ci sono riuscito.
In alcuni casi sarà necessario faticare più del previsto, ma se siamo dei professionisti dobbiamo lottare per far valere il nostro punto di vista che viene preso in causa e che viene pagato.

Ci sono stati dei casi in cui il cliente non ha voluto ascoltarmi. Aimè a volte neppure l’equilibrio e la ragione convincono certi imprenditori. E’ la legge dei numeri e non sempre si ha successo.
In queste situazioni ho dovuto fermarmi e interrompere il rapporto di collaborazione/consulenza lavorativa.
A mio malincuore mi sono reso conto che la fiducia non è semplice da ottenere, soprattutto se davanti a noi abbiamo imprenditori che sono comandati da superbia e mancanza di oggettività. Ne ho conosciuti molti e tutt’ora ne conosco. Con alcuni di loro sono riuscito ad intraprendere un progetto, mentre con altri ho semplicemente resettato tutto e lasciato la strada che mi veniva imposta.
Non sempre i soldi possono comprare tutto. Nemmeno la professionalità se ad essa ci tenete tanto e se siete consapevoli di averne.

Mi viene in mente un altro esempio molto semplice.
Giorni fa un cliente mi chiama e mi chiede di togliere dal suo sito la mail dedicata ad esso. Del tipo: sito web www.cicciopluto.it e email info@cicciopluto.it
Il cliente mi dice di togliere quella mail che gli ho creato in maniera assolutamente corretta e professionale, sostituendola con la sua privata. Qualcosa del tipo cicciopluto@yahoo.it
Ricordatevi che spesso il cliente non ha la visione che avete voi, non ha il vostro punto di vista che vi caratterizza in base a ciò che voi fate come lavoro principale. Quindi partite sempre dal presupposto che dovete essere voi a guidarlo e a fargli capire che ciò che vi sta chiedendo non è corretto.
O comunque sia cercate in tutti i modi di farglielo capire magari anche con esempi pratici di altre aziende competitors o di società di grandi dimensioni. In alcuni casi la comparazione di questo tipo scatena l’orgoglio e li porta nella direzione corretta.
La storia che vi sto raccontando però non ha un lieto fine. Il cliente è stato irremovibile. Voleva ovunque sul suo sito quella mail cicciopluto@yahoo.it
Giustificazione: la usa da una vita e non ha tempo di dire ai suoi clienti che ne ha una nuova….
Ebbene si, cominciate a convivere con le giustificazioni banali. Sarà spesso la quotidianità. Studiatevi a priori altre risposte banali ma efficaci. Mettetevi al livello del cliente e da li provate ad abbattere i primi muri. Se non ci riuscite, se ci avete provato in ogni modo, desistete. Magari non è il momento giusto. Non è detto che ciò che volete far recepire non venga compreso più avanti.
Magari semplicemente il cliente in quel momento non è pronto a fidarsi totalmente di voi.

Fiducia professionale è affidarsi a chi ne sa più di noi di un determinato argomento.
Fiducia professionale è qualcosa di indispensabile per ottenere risultati soddisfacenti. Fidarsi dei propri colleghi, dei collaboratori diretti, dei dipendenti. E’ la chiave.
Fiducia professionale non è un opinione ma un dato di fatto.

Se vi fidate di voi stessi, delle vostre capacità, della vostra esperienza, tale fiducia verrà certamente recepita dal vostro cliente.
Prima credete in voi stessi e successivamente gli altri crederanno in voi. E’ una logica conseguenza.

Se avete domande o dubbi in merito all’argomento contattatemi!

A presto cari imprenditori.

 

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