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Ciò che accade oggi non è detto che sia ciò che accadrà domani“.
L’ho imparato tanto tempo fa da un mio mentore e lo sto sperimentando, come tantissimi altri oggi più che mai in Italia e nel mondo.
Il domani è imprevedibile, qualsiasi esso sia. Non puoi mai sapere cosa accadrà e la sua natura potrà essere di qualsiasi tipo: negativa o positiva.

Il Covid-19 ci sta prendendo a schiaffi, sta prendendo a schiaffi l’economia italiana in primis. Perchè con noi ha voluto fare le cose per bene e metterci in ginocchio per bene.
Siamo un paese “vecchio”. Non solo per la media di età della popolazione, ma anche per i nostri modi di fare economia.
Tante, moltissime attività hanno fondato per anni la loro economia su meccanismi tradizionali. Tant’è che ora come ora sono le prime ad avere difficoltà enormi.
Tutto è bloccato, le persone non possono uscire, ristoranti, bar, uffici… ogni attività bloccata.
Si può affermare che solo quelle che “erano pronte ad ogni evenienza”, anche la più enorme e inattesa per assurdità, sono quelle che riescono a rimanere a galla e in alcuni casi persino a guadagnare di più.

Pensate al settore della GDO.
La grande distribuzione sta facendo una marea di soldi con la fobia del rimanere senza cibo che la popolazione sta vivendo in maniera insensata.
Già prima i guadagni erano elevati, figuriamo ora che vedono triplicarsi i profitti di settimana in settimana.
Chi nella GDO ad esempio ha investito già da prima sulla consegna a domicilio e alla vendita online, nel proprio sito web ben strutturato, in un’applicazione smartphone ben fatta, ora è più avanti di tutti gli altri supermercati della zona!
È solo un peccato constatare che a volte il servizio è sovraccarico o che le disponibilità di consegna sono limitate. Quindi in questi momenti farà la differenza chi per necessità mirerà a potenziare tale servizio raddoppiando ancora ulteriormente il proprio fatturato.

Per esperienza personale sto testando anche il settore della vendita online di prodotti per l’orto, quindi settore agricolo e aziende floro-vivaistiche.
Aimè le news in questo senso non sono buone.
La maggior parte dei siti che sto trovando, dopo una ricerca accurata, sono di vecchia fattura. Alcuni non funzionano bene, altri non si sono adeguati alla situazione attuale, altri ancora non hanno disponibilità a causa dell’impossibilità nelle consegne e delle richieste enormi.
Parlando con un produttore telefonicamente ho avuto la conferma che sono sommersi dagli ordini e che non possono evaderli tutti. Quindi il problema in questo caso non è che non hanno prodotti o che non sono fisicamente attivi, ma che non hanno mai potenziato e prestato attenzione ad un servizio che oggi si rivela fondamentale.
Se avessero dedicato molta più attenzione all’online e alla vendita online con e-commerce e consegna mediante corriere o automezzi personali, adesso avrebbero il settore in mano.

So che quanto successo non era prevedibile da nessuno, ma sono questi i casi in cui l’economia cambia e in pochi sono davvero pronti.
In pochi avevano un piano B da mettere in atto. In pochi avevano una struttura solida capace di reggere anche a certi urti.

Pensate al settore della ristorazione.
È in panico. È al collasso. Molti non sanno cosa accadrà tra qualche mese. Se la gente tornerà ad affollarsi nei loro ristoranti, se le persone avranno il coraggio a breve a ritornare a sedersi a tavola a meno di un metro dall’altro.
Un settore che regge il turismo italiano, che l’ha sempre fatta da padrone in un paese come il nostro in cui la buona cucina è sempre stata una priorità.
Chi sono i ristoratori che nonostante tutto oggi sono ancora in piedi? Chi sono quelli che sono rimasti aperti?
Tutti quelli che fanno consegne a domicilio. Quelli che hanno pizzerie o ristoranti che pur chiudendo hanno attivato immediatamente un servizio pronto, rapido e di qualità dedicato agli ordini telefonici e alla consegna a casa dei propri prodotti pronti.
Non solo lavorano quasi come prima, alcuni di loro, ma ancora di più. Pazzesco vero?

In tutto questo marasma chi rimane a galla quindi?
Chi invece affonda e non vede la luce?

A chi rimane a galla non posso che dire: bravi!
Chi come me ha un’attività a 360° basata sull’online bene o male continua con i propri lavori, forte della tecnologia, della possibilità di svolgere lavori anche a distanza senza alcun problema, grazie a skype e a riunioni da pc.
Devo ammettere che grazie alle Google Ads ad esempio arrivano molti moduli di richiesta preventivo. Perchè? Credo per il semplice motivo che alcuni imprenditori abbiano pensato, con estrema saggezza e lungimiranza, di investire nel futuro prossimo, preparandosi per i mesi a venire quando tutto questo sarà rientrato alla normalità. Quindi in quel preciso istante molti di loro saranno pronti a ripartire con strumenti migliori, più moderni ed avanzati. Chi con un sito web professionale, chi con un brand nuovo, chi con un’immagine più fresca e al passo coi tempi.
L’unico modo per non fermarsi è avere una visione complessiva dinamica.

Ad affondare saranno in molti purtroppo.
Coloro che rimarranno fermi, coloro che butteranno la spugna, coloro che non crederanno più nel loro settore o nel futuro in generale, coloro che non avranno stimoli e nuove idee.
Non lo dico per cattiveria, ma per tanti piccoli dati di fatto che soprattutto in questo periodo sto raccogliendo sia online che offline, grazie a ricerche e informazioni dettagliate.
Coloro che non si “adatteranno al momento” saranno quelli che chiuderanno bottega, semplice.
Coloro che invece si “adatteranno al cambiamento” saranno quelli che sopravviveranno nonostante tutto.
Ed è qui, in quest’ultima frase, che è racchiuso tutto quel sentimento di speranza e voglia di farcela che l’imprenditore e il lavoratore italiano ha dentro di se in certi momenti difficili.

L’economia non sarà più quella di prima. In Italia e in molte parti del mondo.
Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale. Per certi versi come nel dopoguerra, quando i nostri nonni hanno ricostruito il paese e l’intera economia.
Si dice che dopo una grande crisi ci sia sempre una grande curva di ricrescita. Questa è la vera speranza che ci deve tenere vivi.
Dopodichè sta a noi cercare di rinascere migliori di prima, più pronti e più propensi al futuro. Sta a noi evitare di cadere nel baratro con tutti i mezzi che l’epoca nella quale viviamo ci mette a disposizione.

L’economia di oggi è quella che conta davvero.
Quella che nutriamo e plasmiamo ora durante tutto questo casino. Quella che getterà le basi per l’economia di domani. Giorno dopo giorno. Mese dopo mese.
Senza ascoltare troppo i telegiornali pieni di brutte notizie che non aiutano, senza seguire troppo i media che tendono a mettere in evidenza solo ciò che vende di più e quindi pessimi titoli stracolmi di negatività, senza seguire le voci che ci chiedono indirettamente solo di fermarci “lavorativamente parlando” quando in realtà, grazie a strumenti come lo smart working, l’e-commerce online, ecc. dovremmo riadattarci e mutare in positivo.

La difficoltà estrema a volte rende geniali.
Seguiamo l’onda e non arrendiamoci!

Ricordatevi:

“IL CAMBIAMENTO È UNA CHANCE”

A presto cari imprenditori.

 

 

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