pixel

Ci sono “follow-up” e “follow-up”, ma il follow-up che ti serve davvero lo stai usando?

Per chi non lo sapesse un follow-up è una sequenza di azioni che si scatenano e si concatenano all’avvenire di una condizione. Sia un modulo compilato, una scelta tra varie opzioni scaturita da una domanda oppure un’iscrizione ad una newsletter su un sito web.
È ciò che si nasconde dietro le quinte di una strategia di marketing online ben definita e strutturata attraverso logiche precise e condizionali. Della serie “se fai questo succede quello…” in poche parole.

L’imprenditore medio aimè non conosce nulla o ben poco di argomenti come questo. È ancora legato alle azioni manuali, al presente, al “qui” – “ora” – “oggi”.
Non comprende che esistono soluzioni molto più avanzate per la gestione generale di tutti quei flussi legati alla pubblicità online o al mantenimento di uno status aziendale attivo.
L’imprenditore di oggi delega ai propri dipendenti, magari alla propria segretaria, di rispondere a tutte le mail che arrivano di richiesta informazioni con Outlook o con un webmail qualsiasi e stop.
Così la segretaria deve interrompere ogni volta il suo lavoro oppure deve dedicarci ore per ogni singola risposta, magari differente a seconda della richiesta.
Ed ecco che il tempo si dilata, si perde irrimediabilmente.

Ma esiste una soluzione per ovviare a tutti questi intoppi, a tutto questo spreco di tempo e di risorse: l’impostazione di un follow-up online.

Volete degli esempi per capire meglio di cosa sto parlando e del perchè ve lo consiglio?

Eccoli:

1) Avete un sito web. Sul sito avete configurato un modulo informazioni, voi o il vostro webdesigner di fiducia. Quando il potenziale cliente compila il modulo vi arriva una mail.
Ora, la cosa la si può gestire tranquillamente se si tratta di moduli informazioni che arrivano una volta ogni tanto durante la settimana.
Ma se state facendo una campagna online su Facebook o su Google e portate tanto traffico al vostro sito? Con l’intento naturalmente di convertire tale campagna in contatti (leads).
In questo caso pensate sia logico e sostenibile rispondere uno ad uno alle singole richieste? Io direi di no. Perdete tempo voi o chi fa il lavoro per voi.
Mentre se utilizzate un software che vi permette di impostare un follow-up email che partono in automatico ogni qual volta un utente vi compila il modulo, credetemi, la vita cambia radicalmente!
La persona che richiede info viene inserita in un database, la sequenza mail si innesca da sola e partono le mail una dopo l’altra. Magari dopo due giorni ne parte una, dopo una settimana ne parte un’altra. E se avete fatto un lavoro nel modo corretto, potrete pensare e dedicarvi ad altro mentre il sistema online fa da solo 😉

2) Avete una campagna online in cui chiedete alla gente di iscriversi alla vostra mailing list da cui partirà una newsletter bisettimanale?
Bene. Usate un follow-up. Impostatelo e fate in modo che in automatico il software, ad ogni iscritto alla newletter, riceva una mail immediata di conferma iscrizione e nelle settimane seguenti le sue care news che ha richiesto con interesse. Potrete gestire gli utenti iscritti alla vostra lista di riferimento, fare liste differenti per esigenze differenti, ecc.
Provate a farlo con excell in una tabella a mano e ad archiviare le mail che vi arrivano…. sarebbe da ridere. Anche se so che l’avete fatto per anni e anni aimè…

3) Dovete sponsorizzare un prodotto di punta della vostra azienda. Vi interessa che la gente sia attratta da un banner sul vostro sito o su altri portali dove l’avete fatto esporre a pagamento.
Quando qualcuno ci clicca lo porta ad una landing page con un modulo che avete preparato accuratamente.
Qual’è la strada più semplice e veloce? Ricevere i moduli e rispondere ad ogni singola richiesta oppure implementare un’automazione che gestisce le richieste e che in automatico invia una mail con un coupon sconto a coloro i quali compilano il modulo? Beh… spero abbiate risposto la seconda!

Di esempi ce ne sarebbero tanti ma la cosa fondamentale che mi preme farvi passare è il fatto che i tempi cambiano per fortuna e gli strumenti a vostra disposizione online sul mercato sono tanti. Basta coglierli al volo, così come le mille opportunità per non rimanere bloccati nelle sabbie mobili della tradizione, delle abitudini e della mancanza di intraprendenza imprenditoriale.

Qualcuno si starà chiedendo: “Si ma che software usi per fare questi follow-up? Chissà come saranno complicati….

Alla prima domanda vi posso rispondere che ce ne sono tanti davvero. Oramai la maggior parte di questi software bene o male fa il suo sporco lavoro.
La differenza sta nell’usabilità, nell’elasticità, nell’adattabilità dello strumento. Oltre che nella percentuale di “deliverability” del software stesso verso coloro i quali invia le mail stesse. La deliverability non è altro che la capacità delle e-mail di raggiungere la casella di posta in arrivo dei destinatari, senza essere ostacolata da filtri e blocchi impostati da provider, sistemi antispam e singoli utenti.
Attualmente ad esempio sto utilizzando MailChimp.
Software molto semplice, storico per gli anni in cui è sul mercato, affidabile e con una deliverability tra le più elevate.
Tempo fa utilizzavo Aweber, che più o meno ha le stesse funzionalità essendo un autorisponditore molto efficace.
Ci sono anche ActiveCampaign che consente di strutturare follow-up davvero complessi e dalla grafica molto intuitiva e HubSpot che nella sua origine di gestione database contatti contiene al suo interno interessanti funzionalità legate alle newsletter e alla possibilità di innescare mail ad ogni azione e iscrizione utente.
Insomma, il mercato è pieno di soluzioni, basta sfruttarle e conoscerle.
Poi ovviamente entrano in gioco le preferenze che sono molto soggettive. Ho conosciuto persone che fanno online marketing che non avrebbero mai e poi mai usato ActiveCampaign poichè seguaci accaniti di Aweber e persone che non volevano vedere neppure in foto software di un certo tipo dopo che ne hanno provati altri.
Io di mio ho la fortuna e ho fatto soprattutto la scelta di testarne, per ragioni di lavoro e clienti differenti, più di uno. Posso dire più o meno di conoscere bene almeno i quattro che vi ho appena nominato.
Ho preferenze? No. Sono sincero. Ognuno mi ha dato qualcosa e ognuno fa quello che deve fare in modo discreto.

In conclusione possiamo affermare che senza questi software la vita non sarebbe stata così semplice, per lo meno per chi fa online marketing o vuole in qualche modo gestire campagne pubblicitare sul web in maniera seria e professionale, tralasciando finalmente strumenti obsoleti e poco efficaci.

Se avete qualche dubbio o domande cari imprenditori chiedete pure!

A presto.

 

Condividi la news