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Un giorno qualcuno disse: “”Quello che conta è il percorso del viaggio e non l’arrivo.” Non ricordo esattamente chi fosse, ma poco importa. Ciò che conta è il concetto che viene espresso in questa frase che io trovo essere a tutti gli effetti un mantra costante di vita.

Rifletto spesso su dove io stia realmente andando come “imprenditore/libero professionista/…qualcosa” ed ogni volta il mio pensiero, sia a livello personale che professionale, va a quella frase specifica. Perché io credo che sia davvero il percorso che costruisce la persona, non tanto ciò che lo aspetta al punto di arrivo qualunque esso sia, positivo o negativo. Sono tutti i passaggi, i punti intermedi, le tappe, che costruiscono e plasmano corpo e mente di ogni individuo.

Anni fa brancolavo nel buio. Ero alla ricerca dell’illuminazione professionale. Volevo capire realmente chi ero e in che punto della mia vita volevo finire. Cosa mi piacesse sul serio fare, come volessi vivere con gioia e soddisfazione, come potesse essere il mio futuro che per un motivo o per l’altro doveva essere rappresentabile, immaginabile.
Devo ammettere che per molto tempo è stata una sensazione per nulla piacevole. Un senso di insoddisfazione costante, di ricerca di qualcosa che non arriva mai o che se arriva poi alla fine ti lascia quello stato interiore di mancanza, di incompletezza. Della serie “si ok ora sono arrivato qui… e adesso?

Vita quotidiana e vita professionale, per ognuno di noi, rappresentano spesso due strade parallele che si incontrano, che si sovrappongono. Non avrebbe molto senso affermare che sono sempre due cose completamente separate. In un modo o nell’altro uno vive tutti i giorni di quotidiano e tutti i giorni il lavoro si confonde con il quotidiano. È inevitabile.

La frase sul viaggio e sull’arrivo è completamente sovrapponibile al percorso che molti di noi fanno per migliorare loro stessi. Se ci pensate bene è lo stesso principio.
Non è tanto il pezzo di carta che vi danno dopo che avete superato un esame, non sono tanto i risultati raggiunti dopo mesi di lavoro per raggiungere un obiettivo, ma è il “mentre” che vi rende migliori, che vi arricchisce, che vi plasma e vi cambia dentro.
Cambia il vostro pensiero, cambia i vostri punti di vista di vedere le cose e il mondo la fuori, cambia la vostra intera prospettiva.
È tutto quello che fate mentre imparate che vi fa sentire vivi.
Il risultato finale vi da solo una gratificazione momentanea, breve, passeggera.

Tempo fa mi sono iscritto ad un corso di Affiliate Marketing con uno dei formatori italiano più bravi (non lo dico io ma lo dicono i dati alla mano).
Mi sono iscritto perchè volevo capire meglio quel mondo, comprendere meglio certe dinamiche, perchè volevo provare sulla mia pelle se anche quel percorso potesse essere utile alla mia crescita.
Ho studiato per mesi, ho messo in pratica le nozioni e ho ottenuto anche qualche piccola soddisfazione personale a livello di risultati/guadagni.
Poi mi sono fermato. Ho messo in pausa il progetto e ho proseguito su altre strade.
Non vuol dire che non sia più quella la mia strada. Vuol dire semplicemente che è “una della strade” che ho davanti.
Un pò come il concetto del tenersi sempre più strade aperte davanti, più redditi per avere una libertà finanziaria maggiore, come dice un altro dei miei mentori.

Ma tornando al corso di Affiliate Marketing posso dire di aver imparato molte cose: come gestire in maniera differente le sponsorizzate di Facebook e di Google Ads, come comunicare in maniera più semplice e diretta, come gestire e portare avanti delle strategie già applicate da chi ha avuto successo, come traslare determinati principi e regole in altri settori professionali.
È questo il punto di tutto: non conta tanto che io ora faccia solo Affiliate Marketing o che sia indirizzato solo in quella direzione. Conta che io abbia fatto quel corso, che abbia imparato cose nuove e che durante il percorso la mia mente abbia pesantemente avuto l’occasione d’oro di arricchirsi e di mutare in maniera costruttiva.
Questo è il senso cari imprenditori. Non la meta ma il viaggio.

È solo uno dei tanti esempi che vi potrei fare. Immagino che anche voi stessi ne abbiate altri in tal senso.
Era semplicemente un modo per farvi comprendere la mia riflessione e quello che è effettivamente il mio pensiero a riguardo.
Rimane sempre un errore fermarsi ed accontentarsi, non tanto l’essere insoddisfatti che è ben altra cosa, ma il mantenersi costantemente in movimento.

Del resto si tratta di mettere sempre più tasselli in fila l’uno all’altro. Figurativamente parlando uno davanti all’altro per costruire un percorso che non finisce ma che continua.
Non ho mai amato particolarmente concetti come “arrivo”, “fine”, “traguardo”, “risultato finale”… perchè mi hanno sempre dato un senso di fastidio e di incompletezza.
Si lo so, sembra assurdo pensare che un risultato finale non possa renderci felici, ma un risultato non dovrebbe mai essere “finale” e fine a se stesso, ma dovrebbe rappresentare una tappa della tante.

Tutti i mentori che conosco non si fermano mai, sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo con cui misurarsi, qualcosa di nuovo da capire e imparare.
Viaggiare per conoscere il mondo, nuove culture, nuove lingue, nuovi modi di pensare e di vedere la vita.
Viaggiare per stravolgere e completare se stessi, per avere meglio sott’occhio il senso dell’esistenza.
Non conosco un solo mentore di valore che possa dire di essere arrivato e di non aver più bisogno di altro.

Ripeto, non voglio assolutamente confondere il senso di insoddisfazione che io reputo essere ben altra cosa, con la voglia di non smettere di conoscere ed imparare.
Capisco che per alcuni questi concetti non siano del tutto semplici, che alcuni di voi soprattutto quelli di età avanzata, siano convinti che possano solo insegnare agli altri. Ma anche quando hai 80 anni hai tanto da imparare da chiunque, fosse solo uno più vecchio di te o un bambino.

Professionalmente parlando io ho compreso che questa è la mia strada.
Che adoro il viaggio e che nonostante lo stress, la fatica, le delusioni, gli errori, i dubbi….. ci sia ben altro e che ci siano occasioni che si possono ottenere solo non fermandosi.
Del resto è solo in questo modo che mi sono accorto di aver ottenuto le chance più strane e folli, solo così ho ottenuto contatti per vie traverse, ho conosciuto persone che magari non avrei mai conosciuto, solo così la mia mente e il mio mindeset ne hanno davvero giovato appieno!

Quindi non posso che pensare che siano 3 le parole che mi guidano da parecchio tempo:
IMPARA: formati dai migliori, desidera di capire sempre di più e di trovare nuove strade, abbi fame di conoscenza e di esperienze.
SBAGLIA: cadi mille volte, segui strade anche quelle che ti porteranno verso errori enormi, cadi ancora e rialzati.
CAMBIA: essere mutevole è il frutto e il segreto della vita. Il cambiamento è energia e valore.

A presto cari imprenditori e buone ferie!

 

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