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Un’idea è una lampadina che si accende, quando una stanza è completamente buia.
E ognuno di noi è potenzialmente un cavo di corrente che collega lo zero all’infinito.

Apri gli occhi ma non riesci quasi nemmeno a sederti. Dalle persiane non entra neppure un filo di luce … ti rendi conto che ci siete solo tu e il silenzio.
Quello pesante, quello cupo, quello che non passa mai.
Chiudi gli occhi e non cambia nulla. La vista è sempre la stessa.
Ecco come ci si sente quando la lampadina non si accende e l’idea non nasce.

L’idea è la salvezza di ogni creativo.
Di tutti coloro che si trovano a doversi misurare con i propri livelli di abilità e abbattono muri e regole per arrivare in maniera spesso del tutto naturale ad un traguardo.
Magari mentre si è sotto la doccia, magari mentre si ascolta della buona musica sul divano di casa con le cuffie alle orecchie e un buon bicchiere di vino, magari mentre si guarda il cielo in una notte qualsiasi e si pensa a tutt’altro, oppure mentre si percorre la strada verso l’ufficio e si guardano le immagini in movimento dal finestrino di un treno.
L’idea è il movimento che hai dentro e che spesso rimane immobile.

Ho visto imprenditori avere idee straordinarie e tenersele per se stessi oppure farle morire in azioni di marketing sconclusionate.
Ho visto imprenditori avere idee pessime e credere di aver scoperto l’America.
Ho visto imprenditori elogiare se stessi per poi rendersi conto di aver commesso l’errore più grande della loro vita nell’assecondare pensieri senza alcun senso.
Ho visto imprenditori rimanere impantanati per una vita senza idee né capacità di porre rimedio a vecchi ideali e vecchie concezioni di comunicazione e pubblicità.
Idee nate e finite nel giro di pochi giorni. Finite nel nulla cosmico.

A volte dovremmo partire dal principio. 
Non tanto dalla fine di un’idea già sbocciata, già sotto forma di opera d’arte, ma dalla scintilla che genera il capolavoro.
Come agisce il cervello umano, come è possibile cambiare determinati paradigmi, com’è fattibile trovare la chiave di volta che ti distingue dalla massa per davvero.

Quand’è che un’idea diventa DAVVERO originale?

Forse è il caso di chiedersi anche questo, se davvero si vuole arrivare a comprendere al meglio quelli che possono essere i processi mentali e naturali che portano a conclusioni geniali.
Perché certe idee sono un buco nell’acqua, senza alcun dubbio, ma altre sono senza alcun dubbio delle trovate quasi perfette sotto ogni punto di vista: grafico, comunicativo, senso, impatto, follia.

C’è da chiedersi se le idee del secolo le possono avere tutti o solo coloro che hanno una sorta di background professionale strutturato e con una certa esperienza.
È fondamentale essere un pluripremiato Art Director per poter dare vita a un brand di successo che seriamente fa la differenza sul mercato oppure per lanciare una campagna pubblicitaria che dal nulla diventa virale sul web e sui social network?

Oppure accade che un Grafico Junior possa, magari senza neppure rendersene conto, buttare fuori due parole e da quelle parole dare il LA a quella che potrebbe essere la trovata pubblicitaria dell’anno, che manco le più grandi agenzia di comunicazione di New York se la sono mai sognata?

No sul serio… non sto scherzando quando dico che non ho la certezza in questa direzione…
Non posso mettere la mano sul fuoco, perché a mio avviso forse una regola sostanzialmente non esiste.
Non esistono schemi quando si tratta di BIG IDEA.
Non esistono rampe di lancio particolari e il bello molto probabilmente è che non esiste razionalità in tutto ciò.

Generalmente nel marketing, come in tante altri settori, esistono schemi, regole matematiche, percentuali, …
Mentre per le idee tutto ciò molto probabilmente decade.

Il concetto forse è molto semplice:
L’IDEA diventa davvero originale quando ti rimane in mente subito, quando te ne accorgi e la noti tra altre mille, quando raggiunge la memoria di chiunque e non la lascia più, quando semplicemente ti accorgi che non esiste nulla che le somiglia.”

Basta un gesto, basta una foto mai vista, basta una frase che scatena un pensiero pazzesco e il gioco è fatto: il brand esplode negli occhi di tutti, sulla bocca di tutti.

Pensiamo al gesto spettacolare che fece Burger King tempo fa, quando ebbe l’idea irrazionale e geniale di fare un post sui propri social e di invitare tutti, in piena pandemia, ad andare a mangiare in tutti i fast food, persino MacDonald! Ricordo la frase “… non avremmo mai pensato di chiedervelo. Ma ordinate da KFC, Subway, Domino’s Pizza, Pizza Hut… impiegando migliaia di lavoratori hanno bisogno del vostro aiuto in questo periodo di crisi.”
Sinceramente, quale creativo non avrebbe voluto avere un’idea così spettacolare???
Un gesto semplice che in poche ore ha fatto guadagnare follower e fiducia a Burger King.

Il lato “EMOZIONALE” quindi contribuisce enormemente e senza alcun dubbio a rendere un’idea originale.
Non solo originale ma anche potente ed esponenziale.
Qualcosa che scatena il profondo dell’animo della gente, qualcosa che faccia ridere come non mai, qualcosa che crei simbiosi e che dia all’animo della gente del cibo per gli occhi, per la mente e per l’anima. L’emozione è il segreto, è lo Start, è il Play.

Quando ho avuto buone idee mi sono sentito bene.
E questo è l’altro lato di un’idea originale.
Sai di aver avuto una buona idea e sai che la gente se ne accorgerà in un modo o nell’altro.
Avere un’idea originale ti fa sentire un creativo migliore 🙂

E per voi, quando un’idea è Davvero originale?

 

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