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Lei è Isabella Fonsati, professione naturopata.
Mi piace vederla come una professionista “non a senso unico“, perchè in lei sono racchiuse esperienze e conoscenze svariate, che la rendono la persona che è oggi.

Isabella ci racconta in maniera curiosa e molto interessante chi era prima di diventare naturopata. La sua introduzione è illuminante: “Io nasco come Isabella paziente dall’età di 16 mesi…
Ed è proprio per questo motivo, che il vissuto e le innumerevoli domande che si pone nel corso del tempo, la guidano verso un costante interesse per la ricerca scientifica e per una migliore comprensione di svariati ambiti.

Approccia agli studi di filosofia presso l’università di Bologna, dove nasce e vive per molti anni.
Successivamente consegue un diploma di infermiera e anche un master di specializzazione in infermieristica legale forense.

Negli anni ’90 poi si diploma in naturopatia.
Sempre in quegli anni diventa anche “facilitatore di respiro circolare“, che è sostanzialmente una tecnica di respiro che aiuta a comprendere se stessi attraverso la sinergia tra emozioni e psiche.

Quindi appare lampante la grande quantità di studi che Isabella intraprende, nel corso della sua continua necessità di imparare e arricchire quella che è una professione sempre più moderna e ricca di sfaccettature. Lei stessa sostiene che la sua attività non si limita solo alla naturopatia fine a se stessa, ma comprende una serie di consulenze che non hanno un protocollo stereotipato.
Chi si rivolge a lei segue una sorta di cammino personalizzato nel quale si cerca di capire di cosa ha bisogno ogni singolo individuo, per poi comprendere al meglio come poter guarire, quali sono i rimedi più adatti, ecc.

Nel 2000 inizia a tutti gli effetti la sua attività di naturopata aprendo uno studio a Bologna. Per poi trasferirla sul territorio lombardo negli anni più recenti.

Le consulenze di Isabella sono prevalentemente di persona. Ma anche online, soprattutto con l’avvento della pandemia che ha reso le cose molto più difficili.
Ovviamente l’incontro di persona è molto più adatto, per una connessione più profonda, soprattutto per un colloquio iniziale, nel quale si applica quella che è la medicina olistica che consente di comprendere sia corpo che spirito. Durante la chiacchierata si capisce meglio il soggetto che si ha davanti. E questo è sostanzialmente il punto di partenza.

Isabella vorrebbe, nel suo futuro, poter conseguire anche una seconda laurea in psicologia, che lei ritiene poter essere fondamentale per poterla integrare attivamente nel suo lavoro.
E questo suo aspetto del non essere “mai ferma” ci fa capire che tipologia di professionista lei sia: dinamica, desiderosa di apprendimento, seria.

Parla spesso di un concetto che io stesso reputo fondamentale: “Umanità“.
Quella che ci deve essere sempre tra paziente e terapeuta. Una sorta di atto di fiducia che possa portare ad una cura molto più efficace.
Un dialogo costante, un rapporto semplice e senza barriere che avvicina anzichè allontanare e creare barriere.

isabella cita anche il classico effetto placebo, che spesso fa la differenza in maniera enorme. Del collegamento indispensabile tra cervello e corpo, connessi inevitabilmente e spesso trascurato dalla medicina tradizionale. Ogni essere umano è una sfumatura unica… si tratta solo di saperlo curare e comprendere nel modo corretto.

Durante la nostra intervista traspare anche il suo desiderio “utopico” che in un futuro più vicino ci possa essere una sorta di collaborazione attiva tra chi come lei fa la naturopata e chi fa il medico.
Tutto ciò per facilitare i processi di guarigione. Nulla di più.
Ma ovviamente, l’utopia poi si mette di mezzo e allora non resta che attendere e vedere se un giorno potrà accadere qualcosa di differente, di migliore.

Altro sogno nel cassetto di Isabella è quello di allestire una sorta di clinica olistica mobile, stile “Dottor Stranamore” degli anni 90 🙂
Girare il paese per vedere chi ha bisogno dei suoi servizi e per far comprendere meglio in maniera libera e autonoma la sua professione.
E anche in questo caso il mio pensiero è: “Mai dire mai…”

Isabella rappresenta così una professione tutta da scoprire, che è più complessa di quanto sembra e più efficace di quanto se ne dica.

Scopriamolo assieme.
Buona visione:

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