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Mentre faccio tutte queste interviste a vari professionisti di più settori, mi rendo conto che esiste un filo sottile che spesso li lega: la necessità di cambiare, di evolversi in una sorta di figura professionale “migliore“. Per poter così offrire ai propri clienti un servizio più completo, più “giusto“.

Ed è attorno alle parole “migliore” e “giusto” che ruota anche l’intervista che oggi ho fatto ad Alessandra Docente, freelance del settore sanitario.

Conosco Alessandra da una vita, per me è praticamente come una sorella acquisita, ma la conoscevo un pò meno dal punto di vista lavorativo, professionale.
Ecco perchè avevo il desiderio di poterle fare delle domande e capire meglio in cosa consiste il suo lavoro di tutti i giorni e soprattutto quali sono i suoi pensieri presenti e futuri.

Per Alessandra il futuro è nel qui e ora. E tutta la sua energia e la sua voglia di cambiare il mondo lo fa confluire proprio in questo semplice concetto, secondo il quale sono indispensabili impegno, dinamicità, coerenza, passione principalmente in quello che è il tempo presente. Perchè in fin dei conti “del doman non c’è certezza“.

Alessandra negli anni ’90 frequenta l’ITC Zappa di Saronno come ragioniera.  Ma sente un pò stretta questa figura e terminati gli studi cambia totalmente strada.
Animo creativo e socievole diviene inevitabilmente parte di attività extra scolastiche. Infatti entra a far parte della redazione del giornalino scolastico e diviene anche speaker radiofonica presso Radio Orizzonti, una radio locale di Saronno.

Nel mentre, si occupa anche di volontariato. Alessandra, sin dai tempi delle superiori, aveva questa forte necessità di doversi dare uno scopo nella vita.
Volontariato nel settore della tossico dipendenza e del disagio giovanile. Quindi attività per nulla semplici e delicate.

Ed è proprio da qui che nasce la sua carriera lavorativa in quello che è il settore sanitario.
Diviene care giver come assistente domiciliare per le famiglie e poi inizia a lavorare nelle strutture dedicate: tossicodipendenza, malati di AIDS,  malati psichiatrici, malati di Alzheimer e demenza senile e tutto ciò che ha a che fare con disabilità fisiche e mentali.
Lavora anche spesso come operatore socio sanitario nelle case di riposo (RSA) dove trascorre parecchi anni.
Sostanzialmente circa 20 anni di esperienza.

Passati questi anni e non vedendo prospettive a livello di crescita personale e di valorizzazione, sente il bisogno di rimettersi a studiare.
Inizia quindi a frequentare l’Università degli Studi di Pavia e successivamente anche un Master post-universitario nel settore della comunicazione e dell’editoria e nel mondo della tecnologia.

E finalmente da qui inizia un nuovo percorso professionale che si addice maggiormente al suo carattere e alle sue propensioni.
L’aver frequentato questi nuovi studi con successo le consente di entrare a far parte di una start-up di nome PharmaCare, una realtà nata dall’entusiasmo di quattro giovani imprenditori di Pavia.
PharmaCare si occupa di legare e facilitare l’attività dell’assistenza a domicilio privata attraverso l’utilizzo di un App dedicata e di una piattaforma online.
In questa realtà lavorativa Alessandra diviene responsabile di un’indagine a largo spettro su tutto il territorio italiano di operatori infermieristici e sanitari in generale, allo scopo di riuscire a coprire le varie richieste di servizio in tutte le regioni e province italiane.

Questa ricerca e tutto questo lavoro, le ha così permesso di conoscere molte persone e di ampliare di conseguenza la propria rete di rapporti nel settore.
Che poi diviene il punto chiave di quella che è l’evoluzione e il suo impiego da freelance nato negli ultimi anni in maniera quasi naturale e consequenziale.

Alessandra non dimentica mai il passato, ed è questa una delle caratteristiche che la rende la professionista dinamica e creativa attuale.
Infatti ci tiene a ricordare che l’aver fatto anche lavori umili come ad esempio la calzolaia nel proprio paesino d’origine ha contribuito a dare un upgrade a quelli che sono il suo pensiero e le sue capacità. Ricorda a tal proposito che non solo ha imparato come riparare le calzature ma anche come saperle creare dal nulla.
Per cui qual’è la morale della favola? È che si impara sempre qualcosa che può servire in qualsiasi ambito successivo.

Singolare è il suo mettere in evidenza il fatto che il calzolaio solitamente “fa le scarpe alla gente” e che nella vita poi, se ci pensiamo bene, divenga una sorta di concetto negativo se rapportato al mondo reale del lavoro di tutti i giorni.
Questo ed altri pensieri e stati d’animo la allontanano negli anni dal lavoro in team, facendole preferire un percorso in solitario come freelance.

La giornata tipo di Alessandra comincia con l’attività fisica, che reputa fondamentale.
Poi si dedica alla ricerca e gestione di personale per conto di una società della zona che si occupa di servizi infermieristici e assistenziali, con la quale collabora da qualche tempo.

Parallelamente a questa attività, nel post-covid, introduce anche una sorta di “pacchetto turistico attraverso strutture alberghiere convenzionate, per poter consentire soprattutto ai vari professionisti con i quali è in contatto di migliorare la loro qualità di vita. Propone così loro una tariffa settimanale o più ampia per fare vacanze a contatto con la natura, con l’attività fisica e con il buon cibo. Mette così in pratica e non solo in teoria, quella che è la sharing economy.

Ad Alessandra piace molto il termine e il significato di “interdisciplinare“, appreso durante gli anni di ragioneria e durante un corso chiamato IGEA.
Gli insegnanti le permisero di apprendere il fatto che tutto è collegato, tutte le materie hanno un filo conduttore, per trarne il miglior beneficio per se stessi e per la collettività.

Ed è qui che nasce l’unione e la simbiosi tra il settore sanitario e quello turistico.
Il settore sanitario cura. Il turismo in qualche modo anche, poichè se si sta bene è molto più semplice prevenire la malattia.

Dal mio punto di vista, sostanzialmente, Alessandra da vita ad una sorta di nuova attività che racchiude in se la completezza.
Il senso del completo sta proprio nelle sfumature, nelle possibilità di fornire agli altri un servizio davvero efficace ed importante.
E nelle sue parole noto costantemente una voglia e una necessità di miglioramento davvero uniche.

Ma vi lascio alla sua intervista per comprendere davvero chi è Alessandra Docente.

Buona visione:

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