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Ho notato il Dr. Lutz in occasione di una sua partecipazione ad un evento top che si è tenuto qualche anno fa a Rimini. Lui era la persona che doveva parlare di copy ed era presentato come uno dei massimi esponenti in materia del panorama italiano, anche se ancora sostanzialmente non lo conoscevo.

Premetto che per me il copy è linfa vitale, indispensabile per qualsiasi metodologia di comunicazione soprattutto online. Senza copy è come uscire fuori nudi per strada… La gente ti nota lo stesso, ma non dai certo l’impressione e la percezione corretta di te 🙂

In più devo dire che mi sento anche un pochino emozionato e sotto esame nello scrivere questo articolo su di lui, proprio perchè ritengo che in questo lui sia un maestro. Spero solo di fargli onore.

Dr. Lutz è un brand. Il suo brand.
Lui in realtà si chiama Marco Lutzu, di origini sarde, un ragazzo che ha passato la maggior parte della sua vita in Italia e che poi ha deciso di trasferirsi a Lugano in Svizzera per mille ragioni.
In questi ultimi anni, quando penso alla parola “copywriter” o “copy” penso a lui. Sono sincero.

Ho letto anche alcuni dei suoi libri e mi piace molto il modo in cui tratta determinati argomenti, senza essere mai banale e senza mai annoiare il lettore, cosa non del tutto semplice.
Uno su tutti “Scrivere per Facebook“. Che ho terminato qualche mese fa. Scritto a quattro mani con Mattia Paganelli.

Ma partiamo dagli albori.
Marco ha un percorso scolastico estremamente accidentato. Da piccolo era bravo solo in italiano, ma per il resto era un disastro.
Ci fa sorridere quando ci da una chicca: “Forse sono l’unico italiano che è riuscito a farsi bocciare al CEPU!

Mette così da parte gli studi già a vent’anni e decide di approdare subito nel mondo del lavoro gestendo un negozio di abbigliamento streetwear con dei soci in Sardegna.
Decide anche di aprire in parallelo un’altra attività stile disco pub alternativo con store di scarpe al suo interno. Ma l’esperienza non ha successo. E da qui iniziano i primi casini a livello gestionale.
Cerca di resistere per circa un anno ma poi decide di chiudere nel momento in cui prova a convertire il disco pub in ristorante…e anche qui nessun dato di fatto.

Terminata questa esperienza si trasferisce a Torino con il fratello e apre un’attività di spedizioni come posta privata. Un servizio quindi di attività B2B.
E comprende molte lacune che lui stesso ha a livello di marketing diretto, nel rapporto con i clienti. Si rende così conto che qualcosa non funziona e che gli manca sostanzialmente un tassello importantissimo che gli permetterebbe di convertire al meglio nuovi rapporti lavorativi.

Scopre così i corsi di Frank Merenda. E gli si apre un mondo.
Viene totalmente folgorato da argomenti che non conosceva, una sorta di esplosione mentale nel momento sente parlare per la prima volta di “copywriting“.
Ed è da qui che inizia a studiare in modo verticale tutto ciò che riguarda questo argomento, affacciandosi nel 2012 anche al mercato americano.
Un copy molto legato alla vendita delle informazioni, quindi una nicchia ben precisa alla quale lui stesso si sente molto propenso.

Nel momento in cui studia e cresce, inizia così anche una sorta di sua attività divulgativa attraverso un suo blog (L’Arsenale del copy).
Decide quindi di credere in questi strumenti e buttandosi a capofitto dentro si rende conto che in Italia determinate tecniche sono poco percorse ed è questa la scintilla.
Saper scrivere per vendere nel modo corretto, con un marketing diretto e capace di convertire in maniera quasi scientifica e precisa nuovi contatti.

Attualmente Marco gestisce un’agenzia pubblicitaria (creata nel 2018): Solutzione.
L’agenzia soffre molto il periodo covid, avendo puntato molto sulla formazione e su spazi ad essa dedicati nella città di Firenze.
Ma ci confessa che questo periodo, nonostante fosse stato in gran parte negativo, ha concesso loro di focalizzarsi su nuovi strumenti come gli eventi online sfruttando lo smart working a pieno regime. Ci dice anche che non hanno affatto abbandonato gli eventi in presenza con i loro corsi, ma che contano di riprenderli a breve, non appena tutto si sarà normalizzato.

Ma cos’è per Marco il “copywriting“?
La sua risposta è semplice: “Scrivere per vendere“.
Una definizione che sta diventando comune in ambito marketing.
È quindi un linguaggio pubblicitario creativo, volto alla vendita di un prodotto. Un linguaggio che aiuta e spinge le persone a compiere determinate azioni specifiche.
E per molte attività, tale linguaggio è troppo spesso sottovalutato, se non addirittura messo da parte.

Impossibile quindi fare marketing e non conoscere il copy.
Se sei un marketer e dici di fare marketing e non conosci o non hai approfondito il copy…. sei una figura a metà.
Un grafico che non sa disegnare, un programmatore che non sa programmare, un cuoco che non sa cucinare, ecc.

Per Marco è poi fondamentale che non passi il concetto che non bisogna studiare, dato il suo percorso accidentato in ambito scolastico.
Sottolinea più volte che la scuola italiana attuale è arretrata, antiquata… non è detto che il sistema scolastico “standard” sia l’unica risorsa obbligatoria, per tuffarsi in altri studi futuri differenti.
Un ragazzino spesso non ha la consapevolezza di cosa vuole fare realmente. Una persona più adulta magari scopre dopo e meglio qual’è la sua vera strada, il suo reale cammino a cui è destinato.
Lui ne è l’esempio più concreto. Non sapere per anni qual’è lo studio corretto per lui, ma scoprirlo dopo varie vicissitudini negative, dopo innumerevoli esperienze e ricerche e scoperte inattese.

Vi lascio alla sua intervista. Scoprirete il professionista, il suo cammino e la sua vita attuale fatta di studio, gente, progetti, soluzioni.

Buona visione:

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