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I tuoi genitori svuotano la loro mansarda da tutte le cose vecchie, quelle che per secoli si abbandonano e si lasciano nel dimenticatoio a prendere polvere.
Uno scatolone dietro l’altro, carta straccia, vecchi indumenti, oggetti che non hai mai usato. Tutto pronto per essere portato direttamente nella discarica più vicina.

E poi dal nulla, tra le tante cose da buttare, spunta fuori una scatola “magica” con dentro degli adesivi, risalenti al lontano 2001, quando mi ero messo in testa che giovane e senza esperienza, avrei potuto aprire una mia partita iva e iniziare a lavorare come freelance.
Follia!

In certi casi più che un tuffo nel passato è come un tuffo al cuore. Ritrovare un piccolo pezzo di se stessi, di come e cosa si era.
Un agglomerato confuso di idee, sogni e speranze. Un momento fermo nel tempo. Quando si voleva spaccare il mondo e fare grandi cose anche da soli.
Tanti soldi poi… sarebbe stato il top, la ciliegina sulla torta.

 

L’INIZIO DI UN SOGNO: “LA MIGLIOR WEB AGENCY CON SITI WEB FICHISSIMI”

Un logo improponibile, realizzato con immagini prese chissà dove, uno slogan buffo… Nasceva “PEPAWEB.it – Piccoli ma potenti!”
Un team di ben 2 persone 🙂 Io che facevo il commerciale e grafico pubblicitario, il mio collega/amico che faceva il programmatore e che con me faceva siti più complessi. Quei siti web fatti in Flash con le animazioni assurde, tutto in HTML e CSS, tutto con FrontPage e DreamWeaver della defunta Macromedia (acquisita pochi anni dopo da Adobe).
Fatto sta che in quel momento, ricordo nitidamente come fosse ora, sentivamo di poter fare la differenza. Di poter creare qualcosa di fico, di unico, di diverso.
Non sentivamo di appartenere a quelle piccole webagency nelle quali lavoravamo, capeggiate da commerciali che non sapevano nemmeno cosa volesse dire fare un sito web o creare una pubblicità su una rivista. Sentivamo di essere pronti ad essere noi i capi di noi stessi.

Erano i tempi in cui si usava ancora il Fax per contattare i clienti. La mail era un lusso e ci metteva una vita solo ad essere inviata con qualche allegato. D’altronde con un modem 56k cosa potevi pretendere di più. Velocità era un termine sconosciuto, una chimera nel web.
Così prendevo la bicicletta, con le buste in uno zaino, con dentro una lettera commerciale di presentazione e mi facevo tutte le zone industriali di tutti i paesi vicini. Caldo, freddo, … non importava. Volevo che tutti conoscessero che c’eravamo e che potevamo fare qualcosa per loro.

Erano i tempi in cui alzavi il telefono, con davanti le pagine gialle, e cominciavi a chiamare a tappeto tutte le attività paese per paese, presentandoti e se eri fortunato inviando poi loro una mail di presentazione con il link al tuo sito. Sito che poi loro dovevano raggiungere in qualche modo con computer dagli schermi e risoluzioni improponibili. Sempre che riuscissero a vederlo dopo un caricamento di minuti e minuti… na sofferenza! ahahahah

Forse troppa presunzione, forse troppa arroganza, si sa che quando si è giovani si vedono le cose sotto certi aspetti e non si hanno abbastanza punti di vista per valutare il mondo, soprattutto quello del lavoro che è capace di ingoiarti e sputarti dopo averti triturato più e più volte.
Il sogno finì molto presto. Era il 2003 se non ricordo male. Nemmeno 2 anni e Pepaweb chiudeva i battenti.

LA FINE DI UN SOGNO: “LA DURA REALTÀ DEL WEB E DEI FREELANCE”

Sapevi che stava iniziando una nuova era, che tu ci avevi provato ma c’era qualcosa che ti mancava, che ti sfuggiva.
Sapevi che non avevi tutti gli strumenti adatti per iniziare un periodo storico nuovo, da scoprire, da cavalcare. C’era un treno che passava e non potevi non salirci sopra.
Così ricordo di aver chiuso la p.iva per necessità e di aver preso altre strade, con la consapevolezza di dover ancora imparare molto, di dovermi fare le ossa, per poi riprendere quel maledetto treno molto più avanti, quando la maturità professionale me lo avrebbe fatto capire.

Tante esperienze, tanti fallimenti e tante gioie sono nel mezzo tra quel 2003 e questo 2023.
Praticamente una vita trascorsa a cercare di trovare risposte e soluzioni per me e per i miei clienti. Una vita di cambiamenti tecnologici che a pensarci fanno paura, nel vero senso della parola.
Un mondo, quello del web e degli strumenti ad esso collegati, che ha accellerato all’impazzata sino ad ora, senza cinture di sicurezza, senza a volte limiti.
Poi quello che sta accadendo ora alcuni di voi lo sapranno già: l’intelligenza artificiale, le tecniche di posizionamento portate all’estremo, una policy privacy ai livelli di un film surreale e molto altro che ci sarebbe da scriverci un libro di fantascienza.

I tempi cambiano e con loro cambiamo anche noi, irrimediabilmente ci adattiamo senza renderci spesso conto che forse sarà impossibile fare un passo indietro.
E questo, rivedendo quei vecchi adesivi di Pepaweb, mi mette i brividi. Un mix di emozioni contrastanti, che mi fanno sentire piccolo e allo stesso tempo infinito.
Perchè potrei cambiare le cose, perchè potrei mostrare ciò che sono diventato al mondo, perchè ora ho le capacità necessarie per fare la differenza.

Questo è un mondo in cui i freelance fanno fatica. Non raccontiamoci balle.
Un mondo in cui il web è una giungla di prezzi e di professionalità all’acqua di rose.
Si è arrivati così tanto avanti nelle possibilità di creare qualsiasi cosa che truffaldinamente chiunque può far credere di esserne in grado. E per i clienti finali è sempre più arduo capirlo.
Ecco perchè ovunque io sostengo che la formazione del cliente sia essenziale, proprio per arrivare a distinguere il buono dal cattivo.
Così che anche i freelance di qualità, un giorno potranno dimostrare davvero chi sono.

 

LA SPERANZA: “UN WEB MIGLIORE, FATTO DI PROFESSIONISTI MIGLIORI…”

Mentre guardo questi adesivi sbiaditi e ingialliti, ho una sottile speranza che mi accompagna e che sento più viva che mai: un web migliore, il mio settore che mostra a tutti che esiste la qualità.
E non stiamo parlando solo di un sito web professionale fatto bene, che chiunque possa spulciare solo per far vedere a tutti che mostra delle lacune, ma di un sito web che FUNZIONA.
Troppo spesso ci si concentra sui tecnicismi portati all’esasperazione, non solo nel web ma anche nel mondo della pubblicità in generale. Si criticano solo ed esclusivamente le PERFORMANCE (parola che oramai ho imparato ad odiare) per dimenticarsi della bellezza di un’immagine e di un messaggio, per dimenticarsi dell’originalità di una grafica piuttosto che di un copy.

Ho la speranza che non esista sempre e solo l’omologazione, l’appiattimento costante di tutto.
Quella cosa la devi fare così, altrimenti non è compliance
Quella cosa li la devi cambiare così perchè tutti la fanno in quel modo e funziona
…. basta! Sono stufo delle regole e dei dettami. Vorrei essere come quell’alunno che si alza sul banco e grida davanti a tutta la classe: “Capitano o mio capitano!”
Perchè a volte ribellarsi in maniera costruttiva al mondo non è poi così tanto sbagliato, altrimenti come sarebbero cambiate le cose nel corso di tutti questi anni se nessuno l’avesse mai fatto?

Penso alle storie di successo.
Agli Steve Jobs, ai pionieri delle animazioni in Flash, ai folli che sono passati dal creare un sito con il block notes di Windows a dare vita a WordPress, da quelli che dipingevano a mano sui fogli e che ora lo fanno sulle tavolette grafiche in vettoriale, da chi scriveva lettere commerciali su carta o su fax fino a chi ora studia il copy per convincere il cliente ad acquistare da lui, ecc. ecc.
A tutto ciò che è nato in un piccoli ufficio di un paesino di provincia e che poi è diventato Amazon.

Mi sento migliore, professionalmente parlando sento che ora Pepaweb sarebbe stato ancora qui se solo fossi stato il Cristian di oggi.
Ma i ricordi sono belli per essere rivissuti e la malinconia di quelle immagini mi aiuta a focalizzarmi ancora di più su un percorso che è ancora lungo.
Con la differenza che ora gli strumenti sono migliori e le conoscenze sviluppate al meglio.

Ecco come potrei definirmi ora: “Piccolo ma potente!” 🙂
Adios Pepaweb!

 

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